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Che cosa è successo? – Storie e Voci per capire quello che accade del 20 gennaio 2024

Redazione web 20/01/2024


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Trascrizione ottenuta in modo automatico

Speaker 0: E non è un po’ più. Cosa è successo? Storie e voci per capire quello che accade. Il podcast dei Controllo Radio, un tetto sopra Firenze. Prima parte stiamo parlando dell’emergenza abitativa o del problema abitativo strutturale, una città che cambia e cambierà radicalmente.

Ma ci chiederemo con quali conseguenze, a quali costi e pagati da chi. Ci muoveremo tra student hotel, investimenti asiatici, ascolteremo le voci di quanti restano critici e preoccupati nei confronti dei cambiamenti all’orizzonte. Questa è la prima puntata, ne seguirà un’altra dove entreremo nei co-housing, nelle case popolari e nelle istituzioni per cercare di capire come sarà la Firenze di domani. Sono Raffaele Palumbo e questo è cosa è successo, storie e voci per capire quello che accade e iniziamo un tour con Massimo Torelli di Firenze Città Aperta e molti altri ospiti per cercare di capire come sta cambiando la città. Partiamo da un luogo simbolo.

Siamo tra il palazzo di Giustizia e via Torre degli Agli dove da una parte c’è un immobile pubblico fermo da dodici anni e dall’altra parte è stato appena inaugurato un

Speaker 1: nuovo student hotel privato. Quello lì è l’ultimo studentato fantasma sorto grazie alla norma questo qua che è fra la regione e il palazzo di giustizia quella è la strada che li unisce quattrocento posti letto novecentosessanta

Speaker 0: euro sedici metri quadri comprensivo di

Speaker 1: bagno al mese. E dove siamo? In Viatorlevi in Viatorlevi degli Agli. Qui siamo a Torre dell’Aglio quella lì è via Regione Toscana che quella unisce il palazzo il palazzo di giustizia e questo qua questa qua è da dodici anni che è chiusa in ristrutturazione e siamo a centocinquanta mesi perché la cosa significativa la differenza fra residenza per chi vive

Speaker 0: ha bisogno di casa e il business sta

Speaker 1: proprio in cui non c’è l’immagine

Speaker 0: non c’è un’immagine migliore per rimortalarla. No ma

Speaker 1: la proprietà di Cie, cioè qui la chi

Speaker 0: è chi

Speaker 1: è che gioca le partite? Questa è una proprietà pubblica, è una alloggi degli Acer del Acer il cantiere fu aperto nel 2012 e l’impegno era chiudere l’antio duemilatredici. E là dietro invece vedi quel cantiere lì che molti pensavano fossi il cantiere fin domestic perché fin domestic la stiamo a vedere sta a questo momento una la sua sede a destra. In realtà il primo ottobre è stato aperto questo studentato privato all’insapusa della della cittadinanza esuttilo ma

Speaker 0: questa differenza è quattordici mesi dodici anni. Invece questa è fatta in quattordici mesi di chi è?

Speaker 1: È un fondo un fondo internazionale sì che è della catena Florence Living è una catena internazionale che dentro ora c’è anche il proprietario la proprietà nelle le le proprietà è

Speaker 0: entrata a sassicurazioni che

Speaker 1: sono fra I soggetti che hanno fatto le osservazioni al piano strutturale dicendo ci vuole più agibilità per gli studentati e per fare anche funzione alberghiera

Speaker 0: ma di cosa parliamo quando parliamo di student hotel? Lo abbiamo chiesto a David Benedetti, architetto di Nuova Bio Architetti Associati di Firenze, ascoltiamolo.

Speaker 2: Il problema che balza per l’occhio è che sembra che tutte queste operazioni edilizze di rigenerazione urbana essenzialmente a carattere privato o semipubblico che siano sembrano più operazioni speculative che di vera ricucitura urbana. Sembra che manchi una regia di prefigurazione della città e delle sue problematiche oppure ancora peggio sembra che ci sia proprio una volontà di agire in questa direzione. I student hotel di oggi io penso che nascano per iniziative di richiesta per lo più di studenti stranieri, università stranieri che sono in linea sempre per la trasformazione della città per l’accoglienza a Mordifuggi che è tipica del turista. E’ di fatto una questione di toccata e fuga. Il fenomeno è globale e quindi secondo me c’è un grosso problema etico dietro ed è sicuramente pertente per la città.

Profito di coloro che detengono quote di investimento, di questi fondi internazionali che muovono questo tipo di speculazione peraltro vivono a chilometri di distanza da noi non interessano per partecipare minimamente alla visione della città di domani

Speaker 0: ci spostiamo di poco Abbiamo da una parte il cantiere della nuova sede della fin domestic. Siamo sempre a Noboli. L’università appunto di Noboli e poi alle spalle del palazzo di giustizia terreni in conti. Andiamo a

Speaker 1: capire che cosa qui potrà davvero accadere? In quest’area qua non li vediamo anche altre costruzioni pendenti. Soggerranno altre due torri residenziali per mercato privato e stralusso principalmente mercato orientale. Quindi noi abbiamo che nella sede c’entrà una grande sede universitaria con un quartiere popolare vediamo sorgere un segno di città diversa tutto rivolto come si può dire a un mercato molto abbiente perché già alcune di quelli lì di lì e quelle residenze lì proprio alle spalle dell’Università di Novo sono già stati venduti gli attici fra I nove e dieci mila euro al mezzo quadro non a persone che risiedano a persone milionari del mondo e qui ci staranno una volta l’anno quindici giorni al mese fondamentalmente loro ma non solo perché tanto evidente Firenze sta diventando una città di investimento per chi ha case in varie città del mondo. L’avranno a Parigi, a Londra, a New York e la comprano qua e ti sembra in un’area che infatti c’è già l’urbanizzazione c’è la strada ma quest’area qua è l’area centrale di stavolgimento e dove dobbiamo collegarla è fatto che poi da lì si supera si arriva al Puccini in cinque minuti e dilaccia in Manifattura Savacchi che è l’altra grande area e accanto c’è tutto Piafasiello tutta la strada che porta fino alla stazione Lopolda dove è previsto da parte del gruppo Rosci il di più grosso nuovo intervento di inizio.

Quindi come si può dire un contimo se la caratteristica di Firenze è che ci avevi un’alternanza di case popolari e di palazzi nobiliari nel centro qui stai ricreando in una logica anglosasso, un’ora orientale in cui c’è il quartiere dei milionari, stai creando isole separate alla città in cui c’è solo gente che ha lo stesso censo.

Speaker 0: Ma naturalmente per I detrattori di questo modello di sviluppo nulla nasce a caso. Sentiamo Francesca Conti che dirige la rivista alla città invisibile autrice con I lari Agostini di turismo di classe

Speaker 3: studentati e selezione sociale a Firenze. Trasformazioni che vediamo oggi a Firenze sono il risultato di quindici, vent’anni di politiche che hanno favorito la turistificazione della città, la svendita degli edifici pubblici, la trasformazione di palazzi storici e non solo in strutture ricettive o in appartamenti di lusso per la residenza temporanea. Non si arriva così per caso alloggi con undici studentati che per intenderci chiamiamo di lusso ma che comunque certamente non sono destinati agli studenti di un’università di Firenze che in talun di casi come quello della della catena che si chiamava studentoteli che oggi si chiama social lab sono veri e propri hotel in realtà. Ecco queste trasformazioni si stanno espandendo dal centro storico all’esterno lungo alcune direttrici. Uno è sicuramente quella di Piazza della Libertà, Piazza Savonarola che arriva fino alle cure fino all’ex collegio della Querce che verrà trasformato in un hotel di extra lusso con un meraviglioso parco oppure quella d’ovest che partendo dal dal social hub di Viale Belfiori arriva fino a quella enorme speculazione e cementificazione al limite del Parco delle Cascine che sono le ex officine grandi riparazioni.

L’altra direttrice è quella di Novoli, Mercafi e Aereoporto. Ecco gli appetiti di questi grandi gruppi immobiliari internazionali che ormai hanno allargato il loro shopping, ben oltre il centro storico di Firenze pesano sulla città. Ma ricordiamoci sempre che questi appetiti non sono non sono stati frenati ma sono stati incentivati dalle scelte politiche dell’amministrazione fiorentina e questi appetiti hanno un forte impatto sul costo della vita e soprattutto sui costi dell’abitare. Quella crisi abitativa che a Firenze è un’emergenza oramai da anni, ha toccato il culmine in questi anni e quindi questo fenomeno che talvolta noi chiamiamo turistificazione, altre volte gentrificazione, in realtà potremmo riassumerlo con due

Speaker 0: con due termini, rendita e speculazione. Allora, qui ci siamo spostati, siamo in piazzale del Re. Vediamo l’ippodomo del disarno da una parte la la facoltà di agraria dall’altra parte le cascine all’inizio del parco delle delle cascine. Qui c’è questo periodo dell’anno c’è anche le giostre e anche qui c’è una partita importante che ha a che fare con Agraria ma non solo,

Speaker 1: ha a che fare

Speaker 0: col dare continuità al posto da cui siamo partiti, cioè la zona di

Speaker 1: Novolli, di Via Sore degli Agli, eccetera. Esatto, perché qui Agraria ha annunciato più

Speaker 4: volte di di

Speaker 1: voler dismettere la sede e di prevedere poi questa sede in futuro probabilmente riscettivo ed è evidente poi abbiamo Agraria per s’avere tutti presenti e dietro l’ipotrofe c’è una via con tutte le con tutte le scuderie. È evidente che chi sta costruendo di là dal fosso, di là dalla ponticina della ferrovia ha tutto l’interesse a dire supero. Supero e in questa maniera immaginiamoci un’area che da dove ci siamo partiti. Novole Super Università di Novole. Su arrivi fa in cinquecento metri arrivi al Puccini, manifattura tabacchi, via Pasiello lì tutta costruita poi che fai?

Su per il ponte e le cose più pregiate le metti nel parco. È chiaro, è la continuità, è una macroisola che può fartare a piazzare del re e arrivare al palazzo di giustizia. Quindi non pensiamo

Speaker 0: solo il cento storico, il grosso è qua. L’area della ex manifattura e non è un’altra cosa. L’area della ex manifattura Tabacchi diventa dunque una cerniera, una cerniera che parte da Novo, lì dove è partito il nostro viaggio arriva alla Leopolda praticamente in centro città ma addirittura una cerniera tra la città stessa e la più ampia città metropolitana. Di questo abbiamo parlato con Laura Manganaro, il referente del comitato

Speaker 5: tutela ex manefattura a tabacchi di Firenze. Una delle caratteristiche salienti dell’ex manifattura tabacchi di Firenze da sempre sottolineata dal comitato che qui rappresento comitato che è sorto per la sua tutela ormai nel lontano duemilaundici è la sua posizione strategica di cerniera tra il centro della città e l’area metropolitana. Se questa felice situazione fosse stata sapientemente colta dal soggetto pubblico, si sarebbe ben potuto favorire nell’ex complesso manifatturiero l’allocazione di tutta una serie di funzioni pubbliche o di rilevanza pubblica. Ricordiamo infatti che accanto alla manifattura corroni I binari della linea ferroviaria ormai dismessa che terminava la stazione Leopolda e che questo collegamento ferroviario costituiva una caratteristica fondamentale e importantissima perché collegava la manifattura non solo con I luoghi vicini ma con tutta la Toscana, l’Italia e l’Europa, un collegamento che ai nostri giorni possiamo anche definire pulito perché non incrementava il traffico veicolare e di conseguenza lo smog di cui la Piana Fiorentina ormai va saturandosi. Come comitato, lungo tutti questi anni, abbiamo lavorato per dimostrare come, anche in virtù di questo prezioso collegamento, tante nuove destinazioni a cui il complesso si prestava sarebbero state favorite.

Ovviamente si trattava di destinazioni pubbliche che non avrebbero creato problemi di sovraccarico urbanistico in questa parte del quartiere uno. Una gentrificazione con possibile successiva espulsione

Speaker 0: degli abitanti e il solito rincaro degli affitti.

Speaker 1: Allora a proposito

Speaker 0: di continuità ci siamo spostati in quella che per un uno scherzo del destino si chiama via Giovanni Michellucci delle altre cose. Cerchiamo di capire dove siamo perché questa è una è una piccola rotonda. Noi abbiamo di fronte via Paesiello, via Paesiello che ci porta diciamo così facendola contro mano alla manifattura tabacchi e al cucine dove ci sono le case degli ex ferrovieri, case molto molto molto belle per l’epoca. Alle nostre spalle c’è la Leopolda e vediamo in lontananza il nuovo teatro del Maggio musicale fiorentino alla nostra sinistra c’è uno degli esempi più belli e studiati di Firenze di archeologia industriale cioè I capannoni ottocenteschi dove venivano fatte le riparazioni dei treni che è un’area molto estesa e che in realtà collega parti importanti e del

Speaker 1: nostro immaginario non collegate tra di loro. Collega Porta Prato direttamente a a al sottopasso che collega Piazzale del Redo invece Agraria alla Manifattura Tabacchi. Tutta quest’area qua su cui sono state fatte alcune decine di tesi di di di lauria di architettura che ha dei capannoni di pregio e altri invece più faciscenti è stata tutta resa edificabile ed è stata dell’unico caso un’area enorme data interamente a un un un pull di fondi di investimento privati più prestigioso e Rothschild che vedete che ha presentato di fa a presenta all’autorizzazione per costruire novantaseimila mesi quati a terra che quindi se risportiamo per altri un intervento enorme, gigantesco che crea la continuità diretta con la manifattura e poi dopo se si supera il fosso si arriva a quello che si parlava prima agraria l’ipposimo le ascine però la domanda oltre l’enorme impatto del del costruito per quale tipo di target le farà il gruppo in questa città

Speaker 0: mi sembra la domanda retorica però che sia la domanda? Noi qui non vedremo servizi, non vedremo asili,

Speaker 1: non vedremo castolevie, non vedremo la la città. A mio parere una parte di greenwashing la faranno nel senso ma molto molto marginale rispetto al cuore. Cioè certamente come la manifattura si caratterizza per stare come se vuole dire su un target da quartiere VIP è evidente che una grande parte di questo intervento in cui ci saranno studentati di lusso, alberghi e residenza, il residenziale in grande prevalenza e questo è come si può dire la vera sfida

Speaker 0: di discussione per il futuro e di quest’ultima vicenda con cui chiudiamo questa prima parte del tetto sopra Firenze, una seconda parte sarà maggiormente destinata alle istituzioni con la testimona Anzani Paolo degli Antoni, dottore forestale e attivista nel comitato ex Fiat Belfiore Marcello che con uno sguardo tecnico ci parla proprio

Speaker 4: di questa vicenda alle spalle della Leopolda. Nei terreni compresi dal canale macinante e via Paesiello c’erano le officine grandi riparazioni che cessarono servizio alcuni decenni fa e sono rimaste abbandonate per tanto tempo. In una

Speaker 0: parte del

Speaker 4: sedime ferroviario ci fu realizzato il quartiere Leopolda è una parte tuttora inutilizzato. Su questo ci è cresciuta una vegetazione in parte come accrescimento dei giardini che le officine avevano al loro interno quindi piante plantate dalla dalle ferrovie e in parte per la ricolonizzazione per la ricononizzazione spontanea da parte di specie della flora locale che conferiscono una preziosa biodiversità a questa striscia di terreno estesa circa quattro ettari molto lunga e stretta. Le previsioni delle ferrovie sono quelle di mettere a frutto dei volumi maturati in parte attraverso la demolizione dei fabbricati industriali che verranno demoliti perché la maggior parte di questi non sono di pregio e quindi verranno demoliti in parte trasferendo dei volumi ehm

Speaker 0: demoliti in zona campo di

Speaker 4: Marte che erano di loro proprietà e tutto concentrato sono 54.000 metri quadri di superficie utile che devono trovare posto in questa striscia di terreno

Speaker 0: Cosa è successo? Storie e voci per capire quello che accade.”

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